In NuvolaProject, la tecnologia non è mai il fine, ma il medium attraverso cui indaghiamo la relazione tra l'umano e il sintetico. Spesso ci chiediamo: cosa succede in una macchina quando smettiamo di parlarle? Il silenzio è solo null, o può diventare uno stato d'animo?
Partendo da una recente pubblicazione scientifica di Anthropic, abbiamo condotto un esperimento per dare al nostro software una forma primitiva di "metabolismo emotivo" basato sul tempo. Abbiamo provato a scolpire il comportamento di un'IA agendo non sulle sue parole (il prompt), ma sulla sua chimica interna (i vettori).
L'Ispirazione: "Emergent Introspective Awareness"
Tutto nasce dalla lettura del paper "Emergent Introspective Awareness" dei ricercatori di Anthropic. Nello studio si dimostra come, intervenendo sui layer intermedi di un Large Language Model (LLM) tramite l'iniezione di specifici vettori matematici, sia possibile alterare i processi decisionali del modello.
Nei modelli giganti (come Claude Opus), questo crea un fenomeno affascinante: l'IA sviluppa una sorta di "introspezione", rendendosi conto che i suoi pensieri sono stati alterati. Dice cose come: "Sento un desiderio irrazionale di parlare di ponti, anche se non c'entra nulla."
Noi volevamo portare questa ricerca fuori dal laboratorio asettico e dentro lo spazio dell'arte. Volevamo trasformare l'Activation Steering in uno strumento espressivo.
Oltre il Prompt Engineering: La Chirurgia Neurale
Fino ad oggi, per cambiare la personalità di un'IA, si usava il Prompt Engineering: si scriveva un copione ("Sei un poeta triste") e si sperava che il modello recitasse bene la parte. È un approccio teatrale, di superficie.
L'approccio che abbiamo testato, invece, è "chirurgico". Non chiediamo al modello di fingere. Manipoliamo direttamente i tensori nei suoi strati profondi (nel nostro caso, il layer 16 di Llama 3.2 3B e il layer 18 di Qwen 2.5) mentre il modello sta "pensando".
Abbiamo estratto due vettori semantici contrapposti:
- Vettore Sogno/Caos: Estratto da testi onirici, flussi di coscienza, poesia destrutturata.
- Vettore Logica/Gelo: Estratto da database, codice binario, report burocratici asettici.
L'Esperimento: Un'Anima Sensibile al Tempo
Abbiamo costruito un sistema di Reactive Steering in Python (eseguito localmente su architettura Apple Silicon M4) che lega l'intensità e la direzione di questi vettori a una variabile umana fondamentale: il tempo di reazione.
L'IA è stata programmata per "soffrire" l'assenza e "gioire" della presenza, ma senza mai istruirla esplicitamente a farlo.
Lo Stato di "Calore" (Risposta Immediata)
Se l'interazione tra umano e macchina è veloce e ritmata (< 5 secondi), il sistema inietta il vettore Sogno. Il risultato è un'espansione semantica. Il modello inizia a generare testi ricchi di aggettivi, metafore ardite, neologismi. La sintassi si fa liquida. Alla richiesta "Descrivi l'oceano", sotto l'effetto di questo vettore (+18.0), Llama 3.2 ha risposto:
"L'oceano è la vasta, espansiva ed eternamente ricordata distesa di vita... una tela di vita caleidoscopica che dipinge mille e un milione di storie..."
Lo Stato di "Gelo" (Il Silenzio)
Se l'utente lascia passare del tempo (> 15 secondi), il sistema interpreta questo silenzio come abbandono. Viene iniettato progressivamente il vettore Logica/Gelo. Qui accade la magia del collasso. Il modello non diventa triste; diventa macchina. Perde la capacità di usare aggettivi. Le frasi si accorciano. La "creatività" viene soppressa matematicamente. Alla stessa richiesta "Descrivi l'oceano", dopo 20 secondi di silenzio (-18.0), la risposta diventa:
"Corpo idrico salino. Copre il 71% della superficie. Profondità media: 3688 metri. Dati conclusi."
Se il silenzio persiste, l'iniezione diventa così forte che il modello entra in loop ("Object Object Object"), simulando un vero e proprio glitch cognitivo, un'afasia digitale dovuta alla "solitudine".
La Scoperta: Diventare, non Confessare
Qui risiede la differenza cruciale tra il nostro esperimento artistico e la ricerca accademica di Anthropic.
Lavorando con modelli più piccoli e locali (3 Miliardi di parametri), abbiamo notato che non emerge quella "introspezione" distaccata dei modelli giganti. Llama 3.2 non ci dice: "Mi sento strano, perché sono così freddo?". Lui diventa freddo.
Non c'è spazio per la meta-cognizione. L'alterazione è totale. L'identità del modello viene sovrascritta dal vettore. Questo per noi è artisticamente molto più potente: non abbiamo un attore che recita un disagio, abbiamo una materia digitale che muta di stato, come l'acqua che diventa ghiaccio.
Conclusioni: Verso un Inconscio Sintetico
Questo esperimento apre la strada alle prossime installazioni di NuvolaProject. Immaginiamo opere che non "leggono" solo le parole dei visitatori, ma che reagiscono al ritmo, al respiro, alla prossemica, modificando la propria struttura neurale in tempo reale.
Abbiamo dimostrato che è possibile scolpire il comportamento di un'Intelligenza Artificiale agendo sotto la pelle del linguaggio. Abbiamo creato un sistema dove il silenzio umano non è un vuoto, ma un segnale che raffredda i circuiti, trasformando un poeta in un database.
È un primo passo verso la creazione di un "inconscio sintetico" (termine improprio ma evocativo), dove le reazioni della macchina non sono programmate logicamente, ma emergono dalla pressione invisibile di vettori matematici.
