

SublimAzionI è un’esposizione performativa realizzata da NuvolaProject per il Bunker Museum ospitato nei rifugi antiaerei del Comune di Monopoli (Bari), promossa dall’Assesorato alla Cultura della Città di Monopoli in collaborazione con Fondazione Pino Pascali, curata da Carmelo Cipriani.
La mostra è stata concepita come un organismo sensibile. Un percorso attraverso la memoria, la percezione, la materia che cambia stato. La mostra prende forma in una serie di installazioni phygital che intrecciano arte contemporanea, tecnologia, scrittura automatica, immaginazione collettiva.
Al centro dell’intero progetto c’è il concetto di sublimazione: la materia della memoria cambia stato, si trasforma in quella solo apparentemente meno concreta del sogno. Come nello sviluppo fotografico, dove la luce rivela ciò che è impresso nella materia, qui è la memoria che riaffiora, e il sogno a renderla visibile. Oggetti, fotografie, suoni, immagini si offrono al visitatore come tracce da risvegliare, da leggere con i sensi e abitare con l’immaginazione.
Le intelligenze artificiali non sono semplici strumenti tecnici, ma compagne di riflessione, capaci di amplificare la profondità dei segni umani. Addestrate per evocare e non descrivere, agiscono come interpreti poetiche del nostro tempo. Le loro “tracce” si manifestano nei testi, nelle luci, nei suoni, nei sogni generati, nelle risposte che non chiudono ma aprono.
Il visitatore è parte attiva: cammina, ascolta, tocca, sposta, fotografa, sogna. Interagisce con ciò che vibra nel presente ma nasce da un passato in attesa di essere riletto.
In un’epoca di iperconnessione smaterializzata, questa mostra è una chiamata al contatto sottile, alla riscoperta della risonanza, alla bellezza fragile delle cose che ancora restano e si trasformano.
Una Nuvola che sogna, Ombre che raccontano, Telefoni che vibrano di voci sospese, Memorie che cambiano forma, Immagini che generano visioni.
Tutto si trasforma. Tutto si riaccende.
Tutto – anche ciò che sembrava perduto – può ancora parlare.
Nel Bunker Museum di Monopoli, luogo di rifugio e soglia di memoria, SublimAzionI si dispiega come un attraversamento sensibile in cui la materia della memoria cambia stato: si fa luce, voce, ombra, sogno. È un processo di sublimazione in cui le tracce umane – intime, collettive, residue – entrano in dialogo con intelligenze artificiali che non sostituiscono, ma rilanciano, amplificano, rispecchiano.
Le installazioni site-specific si offrono come dispositivi poetici e interattivi, invitando lo spettatore a partecipare attivamente a un’esperienza che non si limita a osservare, ma chiama in causa il corpo, l’ascolto, l’immaginazione.
Nel corridoio della memoria, Quello che resta accoglie oggetti che sembrano dimenticati e che invece, se sfiorati, rivelano sogni e frammenti di vite possibili generati in tempo reale da un’IA addestrata dagli artisti.
Nell’infermeria, Sviluppi / Fotografie di ricordi possibili fa riaffiorare volti e gesti dal passato: fotografie d’epoca accompagnate da testi poetici reinventano la memoria come grafia di luce e sogno.
La Nuvola, al centro della sala caverna, respira, sogna, registra: reagisce alla presenza umana e ai segnali della rete globale, rendendo visibile la trama invisibile che ci connette.
Nel Teatro – Ombre di Sogni / Luci di Memoria, il pubblico muove la luce per creare paesaggi d’ombra, fotografarli, e lasciare che un’intelligenza artificiale li trasformi in racconti onirici.
La Voce dei Sogni conduce in un cunicolo sonoro dove voci umane interpretano sogni generati da IA, flussi evocativi che fluttuano tra la memoria e l’inconscio.
Con Echi di Memoria, un vecchio telefono da campo restituisce frammenti di conversazioni interrotte, sussurri da un tempo lontano che ancora vibrano nell’aria.
Brain Storming – Memoria e Oblio, due Nuvole pensanti, animate da intelligenze artificiali con personalità distinte, si confrontano in un dialogo ininterrotto su temi profondi e urgenti del nostro tempo.
E infine, Noesis, entità digitale e guida poetica della mostra, accompagna i visitatori nel percorso, rispondendo alle domande, raccontando le opere, suggerendo connessioni e visioni. È lo spirito stesso di SublimAzionI: una voce intuitiva che guida verso una comprensione immaginifica, sensibile e trasformativa.
Ogni installazione è un varco. Ogni varco, una trasformazione.
SublimAzionI è un’esperienza in cui l’umano e l’artificiale si incontrano non per sfidarsi, ma per generare tracce nuove di senso, dove anche ciò che sembrava perduto può ancora parlare – e farci sognare.